0162_lovepeaceMi sono addormentato alle 6 del mattino, con i corvi che gracchiavano e i gatti che urlavano in calore: “ dammi la gattina, dammi la gattina”.
Ho chiamato finalmente la mia amica Alice, erano anni che non la vedevo e Tokyo ci ha fatto rincontrare!!
Continuava a chiedermi cosa pensassi del fatto di essere qui, ma, credetemi. finché non vedi qualcosa di noto, tutto sembra niente!
La zona dove siamo è molto carina, siamo vicinissimi al parco di Yoyogi, dicono siano bellissimo ma non l’ho ancora visto, dicono ci sia un tempio ma neanche quello ho visto!
Io e la Piera siamo così sovraeccitati da rimanere in casa a scrivere, raccontare, sognare e fare avanti e indietro dal supermercato!
I supermercati sono bellissimi: ogni cosa ha un fumetto sopra, dalla bottiglia di “lemon juice” che sa di “ace gentile”, al sacchetto di patatine al sapore di scoglio della spiaggia di Yokohama; dai cioccolatini al gusto di fagioli dolci, al detersivo da bere! Ognuno ha un pandino, un koalino, un cretino che ti sorride e ti dice qualcosa!
Ci sono anche i pupazzetti dei muratori che si inchinano e ti dicono: “ mi porgo brevemente verso di te per dirti che ti stiamo mettendo a disagio con i nostri lavori e che tra poco termineremo la nostra gettata di cemento”.
Alice, dopo un caffè, ci indica la strada per Shibuya: vai sempre dritto e in 15 minuti arrivi!
Vedere Shibuya è come perdere il fiato, come quando vedi San Pietro, solo che al posto del Papa c’è Ken Shiro; o come se sulla Madonnina del Duomo ci fosse Lamù!!
Suoni, colori, urla, pubblicità ovunque e tutte ‘ste prostitute nipponiche in mezzo alla strada!
Come si vestono le giapponesi?… minigonne inesistenti, calze e reggicalze da maitresse, scarpe con tacchi altissimi, con queste unghie da “fiera del glitter”.

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Strisciano i piedi, fanno rumore, hanno i capelli biondi e sembrano delle Jennifer Lopez mongoliche!
Con l’aria che tira in Italia non potrebbero circolare per un solo secondo a Lambrate!!
Ma rimaniamo a Shibuya. Qui si concentrano tutti i negozi più “giovani” per ragazzi: ci sono quelli di abiti usati, quelli per rapper, per skater, per suore corrotte dalla moda, per cicciottelli, per i cani e per gatti!
Non c’è limite al peggio, si va dalla boutique di Miu Miu a quella di Uniqlo, la moda economica giapponese; da Muji, che tanto a buon mercato non è, a quella dei dvd con le ragazze “sveglie”, che se siete intuitivi avete capito che cosa fanno!
Ma no!! Non quelle cose!! Fanno i video in costume alle Hawaii e poi si fanno vedere in mutande così l’uomo giapponese si eccita!!!
Se solo sapessero cosa c’è sotto le mutandine di una donna credo morirebbero!!
Ci sono poi i ristoranti con i famosi cibi di plastica, alcuni sono molto realistici ma altri sembrano panini con rigurgito di neonato o spaghetti appena vomitati!
I nomi dei ristoranti sono incomprensibili, ma siccome ai giapponesi piace il suono italiano allora eccovi: ristorante “venire venire”, che appena entri indovina cosa ti fanno i camerieri!! Ristorante “nero foresta” per chi non l’ha mai vista depilata, ristorante il beone…vabbeh…ristorante “la barbona di Buenos Aires”! No scherzo!!

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C’è il negozio “Buona giornata coppia” che sembra più un “non sense”, come se da noi aprissimo un ristorante cinese chiamandolo “W la Cina bambina”, boh!!!
C’è il negozio “ tre minuti di felicità”, perché lo giri in quel tempo tanto fa schifo e non vedi l’ora di uscire!
Ogni volta che entri la commessa inizia la cantilena “konnichiwa arigatou gozaimasu mata ne hirasshimaise”, sono tanto carine e gentili, anche se non compri niente e guardi…scusate!
“Piera, non si può toccare”.
“Piera, non si può fotografare”.
“Piera, non si può mangiare”.
La Piera vorrebbe scomporre le vetrine e portarsele a casa. Non la biasimo, qui partirebbero i neuroni anche al classico comunista incattivito dalla situazione del PD.
Shibuya ti cambia dentro!
C’è un caffè che si chiama “ano” …si è vero l’ano è ovunque!!!
I menù recitano più o meno così “ristorante l’Eccesso, con pasta arra Bologna e arra arrabbiata, spaghetti, vongolè (con l’accento sulla e) pasta del giorno, carne del giorno, risotto del giorno” (e non ho fatto errori di battitura!).
La pipì è sempre in agguato in questi posti e perché non farla ai magazzini “Laforet”?
È il tempio del trendy, ricorda un po’ Fiorucci ma con 7 piani. C’è tutto!
La Piera ha provato un vestito da “gothic lolita” e sembrava un misto tra la sposa cadavere e la moglie di Dracula, le mancavano giusto le zeppe nere in latex da zoppa cinese, le tombe attaccate alle orecchie e la borsa a forma di barboncino morto! Perfetta!
Io ho cercato di mantenere la calma e il portafoglio a freno, ma quando è apparsa lei non ho resistito… La maglietta di Creamy!
La commessa: “Konnichiwa arigatou gozaimasu mata ne hirasshimaise”
L’unica ciospa in tutto l’isolato mi ha portato un XL!
“ Ah cocca, guarda che l’unica XL che vesto è quella della mutanda, fila a prendermi una M!”
“Konnichiwa arigatou gozaimasu mata ne hirasshimaise””
“There isn’t but there is L size”
“E dammi sta L, vedrò di farci il nodo in fondo!”
Mi va alla perfezione, saranno gli standard orientali…e non è un alibi! Pare che le scarpe numero 45 non esistono!
Appena dico che ho un 11 americano mi guardano come se avessi l’elefantiasi.
“Konnichiwa arigatou gozaimasu mata ne hirasshimaise”
“Ho capito, bastaaaaaaa!”
Usciamo da lì e ci perdiamo fra Omotesando e Harajuku, ma la visione delle lolite ci fa camminare ad un metro di altezza!
Il mio alter ego “la mappa” però trova subito la strada per Shibuya, mentre la Piera ha assunto per un po’ il nome della lolita “black dinamite”.
Ci concediamo un sushi davanti alla stazione, dove il cuoco urla come un pazzo “konnichiwa arigatou gozaimasu mata ne hirasshimaise” e la cameriera sembra una slave che continua a dire “ai” “ ai”!!!
Il sushi qui è un’altra cosa!!!
E due piatti di sushi misto, uno di sashimi con riso e un cono con 2 zuppe di miso è costato 35 euro in due!
Ci scappa ancora la pipì.
Entriamo in una sola giochi!
Esperienza extrasensoriale.
Si attiva il 7° senso ( noto solo ai cavalieri dello zodiaco) e inizi a generare campi magnetici. I giochi sono surreali, dalle cabine dove fai la guerra in 3d al meccanismo di Galileo grosso come Porta Venezia con tutte le palle che scendevano!
Il bagno in Giappone, si sa, è uno dei luoghi comuni e  ti attiva i 4 chakra.
Appena entri si alza la tavoletta, se schiacci un pulsante si alza l’altra tavoletta, poi c’è la musichetta per coprire le puzzette… con me è partito il Concerto di Capodanno!!!
Poi c’è la figura del sederino con gli schizzi del bidè incorporato: a getto mirato per lavarti lì, a getto diffuso per le chiappe, e un’altra figurina indica una persona intera sparata dal getto in cielo! Quella non l’ho toccata!!!
Abbiamo giocato anche coi bracci meccanici ma non riuscivamo a prendere niente!
Dopo un caffè da Starbucks, che sapeva di acqua ragia, e un frappuccino fragola maionese e miele, siamo saliti al 7° piano dal giornalaio!
Dio ci salvi! Ecco come io e la Piera ci parlavamo:
P: “ Prendo il giornale delle gothic lolita, che ti dice come truccarti”.
G: “ No, prendi questo che ti dice come farti le unghie da pagliaccia con i diamanti e i pupazzetti dei barboncini spennati”.
P: “No, allora questo dei gatti che t’ insegna a fargli la toeletta, pulirgli i denti e castrarli con le mani o con la forza del pensiero”.
G: “No, questo che parla delle vacanze alle Hawaii”.
P: “Ma no, questo di arredamento giapponese con tutte le case trallalà”.
G: “Vuoi mettere questo giornale che ti mostra le foto dei morti veri d’incidente o uccisi dai killer”.
P: “Preferisco questo coi carta-modelli per farti gli abiti dei cartoni animati”.
G: “Guarda, c’è questo che parla di come farti le ciglia, mettertele, ritoglierle, strapparle e riattaccarle, ci sono anche in regalo dei peli”.
Verso casa eravamo carichi di giornali!!
In più da Muji ci siamo presi varie schifezze da mangiare tipo: il muffin nero al sesamo, i testicoli rosa alla fragola, i cioccolati che sanno di cioccolato e il pankoala ☺!!
A casa abbiamo iniziato ad usare skype all’impazzata alle 5 del mattino, urlando come i pazzi e qualcuno ha bussato sul muro!
Dev’essere l’altro/a coinquilino/a, o Samara di The Ring!!!!!!
Che figure… ma chi se ne frega.
Shibuya ti cambia dentro!

Il Portinaio

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One Response to “LA VISIONE DI SHIBUYA DA VICINO”

  1. Donato scrive:

    P.s. Zanmai Sushi…. vicino al Tsukiji Market……..

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